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La ricotta si può mangiare in gravidanza? Sì, ma seguendo alcune accortezze. La ricotta di bufala Abbuffa è un latticino di bufala campana DOP sano e controllato, assolutamente perfetto per le donne in gravidanza, anche grazie ai suoi valori nutrizionali equilibrati (proteine, pochi grassi, poco lattosio e colesterolo e tanto gusto) e alle sue proprietà. Un sapore e una consistenza delicati, poche calorie e un profilo nutrizionale sano: cosa c’è di meglio per una futura mamma?

In questa guida vi spiegheremo che ricotta si può mangiare in gravidanza, perché si può e come. Le nostre fonti sono professionisti e specialisti certificati.

 

Alimentazione e abitudini di vita in gravidanza

Chiariamo innanzitutto un punto: l’alimentazione di una donna in gravidanza non deve essere stravolta rispetto alla dieta abituale. Basta infatti seguire un regime alimentare equilibrato, ricco di proteine, vitamine e nutrienti, senza trascurare una quantità medio- bassa di grassi. In sintesi: la dieta della donna in gravidanza deve seguire il buon senso!

La gravidanza è un momento davvero unico e speciale per una famiglia. L’organismo della donna attraversa una serie di importanti e delicate trasformazioni e un’alimentazione sana e corretta diventa centrale per portarla a termine serenamente e con un bambino sano. Proprio per questo occorre fare molta attenzione a cosa mangiare e come cucinarlo

Può capitare che una donna incinta abbia molti dubbi sul suo menù e che cerchi le sue risposte su, per esempio, la ricotta in gravidanza in forum o su portali come Medicitalia. Questa guida nasce per facilitare la scelta e per aumentare la consapevolezza su quali latticini possa mangiare una donna incinta, dando le risposte tutte in un singolo articolo.

Alcune regole basilari: 

  • limitare l’assunzione di caffeina a circa a 200/300 mg/giorno, ovvero un numero che va da 1 a 3 tazzine di caffè, che non devono sostituire la quantità giornaliera di acqua consigliate;
  • mangiare solo affettati e salumi cotti, come mortadella e prosciutto cotto, anche sulla pizza, mentre evitare quelli crudi, perché potrebbero trasmettere infezioni batteriche come listeriosi e toxoplasmosi. Attenzione però a non superare una dose giornaliera raccomandata sui 100-150 g . In caso si soffra di pressione arteriosa alta o se si è in sovrappeso, il prosciutto cotto potrebbe avere un apporto calorico eccessivo;
  • evitare fumo e alcool perché sono sostanze vaso-costrittorie, ovvero restringono i vasi sanguigni, non permettendo un adeguato afflusso di sostanze nutritive al feto. La nicotina ad esempio diminuisce l’irrorazione sanguigna dell’utero e della placenta. Bere più di un bicchiere di vino o birra a settimana e fumare anche anche solo una sigaretta al giorno possono causare problemi nello sviluppo del bambino, con morte in utero, parti prematuri, aborti o malformazioni. 
  • mangiare solo uova cotte o pastorizzate in alimenti come maionese, zabaione, tiramisù con ricotta

Ricotta di bufala e vaccina: calorie e valori nutrizionali

La ricotta è un alimento perfetto per una donna incinta, soprattutto nella dose consigliata di 70 g al giorno. Mangiare ricotta in gravidanza assicura il giusto apporto di calcio al feto e un alto apporto di proteine, dato che il valore proteico del latticino è superiore a quello degli altri alimenti della categoria e a quello di carne, grazie alle proteine disperse nel siero di latte con cui viene prodotto. 

Le proteine presenti nella ricotta hanno una funzione costruttiva e sono caratterizzate da un alto valore nutritivo, perché contenenti amminoacidi essenziali, importanti per lo sviluppo e il mantenimento della struttura muscolare. Sono dunque fondamentali per lo sviluppo del feto.

Dato che l’acqua è la componente predominante del latticino in tutte le sue forme, inserire la ricotta, di bufala in particolare, nella dieta permettere di assorbire la quantità giornaliera di acqua raccomandata più facilmente e in modo piacevole.

Numerose anche le sostanze nutritive e minerali della ricotta:  calcio, fosforo, lattosio, poco sodio e una certa quantità di vitamina A e vitamina E.

L’apporto energetico della ricotta è medio, a fronte di pochi grassi, per la maggior parte saturi. La ricotta di bufala contiene in media 212 kcal per 100 grammi. Si tratta quindi di un formaggio adattissimo ad una dieta, come anche mozzarella di bufala, primo sale di bufala e caciocavallo ed è uno dei formaggi più magri in assoluto e con meno calorie. Possiamo quasi dire che la ricotta è uno dei formaggi che non fanno ingrassare.

Ricotta di bufala – Valori nutrizionali
Energia212 kcal
Acqua67 g
Proteine10,5 g
Lipidi (tra cui grassi saturi)17,3 g
Carboidrati (tra cui lattosio)3,7 g
Calcio340 milligrammi 
Fosforo380 milligrammi 

Tipi di ricotta consentiti in gravidanza

Si possono consumare in gravidanza diversi tipi di ricotta: di bufala, vaccina, ovina, caprina, artigianale e confezionata. L’importante è che si tratti sempre di ricotta pastorizzata con dicitura UHT sulla confezione. Se sono prodotte con latte pastorizzato sono consentite tutte le lavorazioni della ricotta, che variano secondo tradizioni regionali: fresca, stagionata, cotta al forno, affumicata o salata.

Quali latticini e formaggi si possono mangiare in gravidanza?

Abbiamo già chiarito nel nostro articolo sulla mozzarella di bufala in gravidanza che i formaggi in porzioni equilibrate sono un ottimo alimento per la dieta di una donna incinta, dato che contengono proteine, grassi e calcio, fondamentali per le gestanti. La ricotta è addirittura consigliata in gravidanza perché povera di grassi.

I formaggi a pasta dura e semidura come il caciocavallo di bufala Abbuffa e quelli che vanno incontro a cottura sono consentiti, dato che le alte temperature abbassano notevolmente il rischio di toxoplasmosi, salmonella, listeriosi e altre infezioni batteriche. La pasta dura non permette infatti ai batteri della listeriosi di proliferare all’interno.

Anche la mozzarella di bufala, in versione zizzona di Mondragone classica e affumicata, treccia, bocconcini, figliata, la stracciatella e la burrata di bufala sono consentite dato che contengono latte pastorizzato. 

Possiamo serenamente dire che in gravidanza è possibile consumare ricotta salata, stagionata, di mucca senza rischi.

In gravidanza possono essere mangiati senza rischi:

  • formaggi stagionati come il Grana Padano, il Parmigiano, il Pecorino, la Scamorza, la Provola, l’Asiago stagionato (evitate quello pressato!), il Bel Paese, il provolone, l’Emmenthal, il caciocavallo;
  • formaggi molli a base di latte pastorizzato come caprino, formaggino, scamorza, crescenza, caciotta, robiola, fiocchi di latte e feta;
  • formaggi freschi con latte pastorizzato o formaggi freschi non fermentati come quark, ricotta di bufala e vaccina, cottage cheese, formaggio spalmabile, yogurt, robiola e i fiocchi di latte.

Formaggi e latticini da non consumare in gravidanza

Per evitare infezioni batteriche, in gravidanza è bene non consumare:

  • latte non pastorizzato e prodotti derivati, come la fontina, spesso preparata con latte non pastorizzato,
  • formaggi molli maturati con le muffe, come il brie e il Camembert,
  • formaggi erborinati (per esempio Roquefort e Gorgonzola),
  • formaggi molli come le tome e i tomini freschi.

Cos’è la pastorizzazione

La pastorizzazione è un trattamento termico che distrugge i microrganismi patogeni e disattiva gli enzimi. Si differenzia dalla sterilizzazione perché non elimina completamente i batteri nell’alimento, con il vantaggio rispetto a questa di non favorire la perdita delle caratteristiche organolettiche dell’alimento. In altre parole, è un processo che mediante calore e riscaldamento ad alte temperature effettua un’azione battericida sui microrganismi che non tollerano temperature sopra i 60°C. Questo purtroppo esclude le spore e i microrganismi termofili (ovvero che tollerano temperature di 60 gradi).

Subito dopo la pastorizzazione, il prodotto viene raffreddato cercando di contenere lo sviluppo di ulteriori batteri. Esistono diverse tipologie di trattamento, scelte a seconda della carica batterica dell’alimento. 

La pastorizzazione alta, ora in disuso ma in genere usata per latte, vino e birra, comprende un riscaldamento per 30 minuti ad una temperatura tra 60 e 65 gradi. 

La pastorizzazione rapida (HTST – High Temperature Short Time) sottopone l’alimento a una temperatura tra 75 e 85 gradi per 15-20 secondi e fa passare il liquido fra due lastre metalliche riscaldate, per un riscaldamento omogeneo.

Per la ricotta e gli altri latticini si preferisce la pastorizzazione UHT (Ultra Light Temperature), che permette anche la sterilizzazione dell’alimento dato che la temperatura è ancora più elevata. Controlla bene sulla confezione della tua ricotta per trovare la segnalazione come alimento UHT.

ricotta di bufala fresca abbuffa

Ricotta artigianale e confezionata

In linea generale, dato che è consentito mangiare in gravidanza ricotta con dicitura UHT prodotta con latte pastorizzato, in molti sconsigliano le ricotte artigianali. Sicuramente va evitata la ricotta fatta in casa, anche per non rischiare contaminazione da salmonellosi. 

Non bisogna però ricorrere solo a ricotta confezionata o di supermercato come la Vallelata o la Santa Lucia: è possibile acquistare e mangiare anche ricotta di produzione artigianale, se proveniente da caseifici sicuri con spedizione che rispetta la catena del fresco. Le ricotte industriali devono sottostare ai rigidi protocolli di sicurezza delle catene di alimentari, quindi sono considerate sicure, ma non sono le uniche. Assicuratevi sempre che il prodotto sia a base di latte pastorizzato. 

Abbuffa produce e spedisce in tutta Italia solo ricotta di bufala campana DOP prodotta in modo artigianale con latte di bufala pastorizzato e sottoposto a controlli.

Ricette e preparazioni sicure

Tendenzialmente, se la ricotta è controllata, non ci sono preparazioni da evitare. Per il tiramisù con ricotta e altri dolci con ricotta, come creme, torte e dolci al cucchiaio, è bene utilizzare in combinazione solo uova pastorizzate, come in una crema di ricotta e uova. Preferibile però utilizzare solo ricotta sottoposta a cottura, anche nella pasta fresca. Sì quindi a ricette autunnali e invernali come tortellini, ravioli con ricotta di bufala, lasagne napoletane, cannelloni con ricotta, zucca e carne macinata

Ricotta in gravidanza e toxoplasmosi

Oltre alla listeriosi, di cui abbiamo già parlato in precedenza nel blog e alla salmonellosi, in gravidanza occorre prestare molta attenzione alla toxoplasmosi. Si tratta di una malattia infettiva, determinata dal protozooToxoplasma gondii , diffuso in particolare tra i mammiferi e gli uccelli. 

Un tempo era detta malattia del gatto,  perché si pensava fosse trasmessa dai gatti, nel cui tratto intestinale il parassita tende a stabilirsi. In passato questo aveva spesso comportato l’abbandono dell’animale. In realtà le modalità di trasmissione comprendono anche toccare o mangiare cibi infetti, come la carne cruda, latticini o formaggi non pastorizzati e la verdura non correttamente lavata. Per prevenirla, anche prima o dopo una gravidanza, occorre dunque lavare bene la verdura e l’insalata, scegliere ricotta, formaggi e latticini controllati lavarsi sempre le mani dopo aver toccato carne cruda e dopo aver pulito la lettiera del gatto.

La cosiddetta Toxoplasmosi primaria si contrae tramite l’ingestione degli ovocisti del parassita che si trovano nel cibo, che di conseguenza iniziano a diffondersi in tutto il corpo. Pur essendo molto difficile riconoscerli, i suoi sintomi iniziali si presentano con un ingrossamento dei linfonodi.

La Toxoplasmosi in gravidanza può determinare aborto, la morte del bambino, sintomi gravi nel bambino, nascite premature o sottopeso. La prevenzione è assolutamente fondamentale: fino al 90% dei bambini nati con Toxoplasmosi non presentano segni iniziali della malattia, che però si manifesterà successivamente con specifiche forme di infezione.

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Ricotta in gravidanza: si può mangiare?
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Ricotta in gravidanza: si può mangiare?
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Si può mangiare la ricotta in gravidanza. Qui una risposta su quali tipi di ricotta scegliere, sulla toxoplasmosi e sulla ricotta di bufala Abbuffa.
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